Il sondaggio dell’EU CAP Network, la rete della Commissione Europea per l’attuazione della Politica Agricola Comune (PAC), è stato condotto tra marzo e aprile 2026 e raccogliendo le risposte di 20 Autorità di Gestione da 19 Stati membri dell’Unione Europea. L’indagine rientra tra le attività del Gruppo Tematico sulla Diversificazione Aziendale ed è stata realizzata dal CAP Implementation Contact Point, nell’ambito di un’iniziativa finanziata dall’Unione Europea. L’obiettivo era fotografare lo stato della diversificazione delle attività agricole in Europa e il ruolo della PAC nel sostenerla.
Sul fronte dei dati, la situazione resta disomogenea tra i paesi membri dell’UE. Otto Stati membri utilizzano censimenti agricoli, statistiche ufficiali o osservatori di settore, spesso basati su rilevazioni del 2020 o del 2023. Sei paesi ricavano invece i propri dati dai progetti finanziati tramite RDP, Piani Strategici della PAC o LEADER, un’informazione parziale perché limitata ai soli interventi sostenuti dai fondi europei. Quattro Stati membri hanno dichiarato di non disporre di alcun dato pubblico sulla diversificazione, mentre due la considerano coperta solo in modo parziale o superato.
Tra gli ostacoli più citati emergono le dimensioni ridotte e la frammentazione delle aziende agricole, la carenza di manodopera e i carichi di lavoro nelle aziende familiari. Pesano anche le barriere finanziarie: accesso al capitale, costi di avvio elevati e redditi spesso insufficienti per sostenere nuovi investimenti. Si aggiungono le lacune di competenze in ambito commerciale, turistico e gestionale, insieme a procedure autorizzative complesse e vincoli urbanistici.
Il ruolo di donne e giovani nella diversificazione risulta rilevante ma poco documentato con dati numerici. Le donne guidano soprattutto la trasformazione dei prodotti (citata da 9 Stati membri) e le attività di vendita diretta, agriturismo e ospitalità (6), oltre a servizi comunitari ed educativi. I giovani agricoltori si concentrano invece sull’introduzione di nuovi modelli di business (7 Stati membri) e sull’adozione di tecnologie digitali e vendite online (6).
Per quanto riguarda gli strumenti della PAC, quello più citato come utile alla diversificazione è LEADER/CLLD (11 Stati membri), seguito dal sostegno agli investimenti per attività extra-agricole (12 Stati membri) e dalle misure sulle filiere corte. Gli ostacoli principali restano la burocrazia (9 Stati membri) e le risorse finanziarie insufficienti (4). Tra le proposte per rafforzare l’efficacia della PAC figurano schemi di sostegno più semplici per le piccole aziende, un miglior coordinamento tra le misure esistenti e un rafforzamento dei servizi di formazione e consulenza.
Diversi Stati membri segnalano anche strumenti complementari alla PAC, spesso cofinanziati da fondi europei come l’ERDF, tra cui programmi nazionali su fotovoltaico e agrivoltaico, schemi di garanzia per l’accesso al credito e iniziative di formazione e consulenza.
Il documento, curato dal CAP Implementation Contact Point nell’ambito dell’EU CAP Network e realizzato con il sostegno dell’Unione Europea, specifica che le informazioni e le opinioni riportate non riflettono necessariamente la posizione ufficiale della Commissione Europea.
Il documento completo, con grafici e dettagli per singolo Stato membro, è disponibile qui: eu-cap-network-factsheet-tg-farm-diversification-survey-of-mas.pdf


