Il Gruppo Tematico dell’EU CAP Network sul ruolo della PAC nel sostenere sistemi zootecnici sostenibili e competitivi, attivo tra gennaio e aprile 2026, ha pubblicato un factsheet con le soluzioni individuate per il settore, finanziato dall’Unione Europea.
Il documento parte da un dato di fondo: i sistemi di allevamento in Europa sono estremamente diversi tra Stati membri e regioni, e non esiste una soluzione unica valida ovunque. Le azioni proposte si concentrano su quattro aree: gestione del suolo, rapporto tra allevatori e filiera, comunicazione verso i consumatori, e attrattività delle aree rurali.
Sul fronte della gestione del suolo, il Gruppo Tematico raccomanda densità di allevamento proporzionate alla capacità dei terreni, maggiore diversificazione secondo principi agroecologici e un uso più circolare delle risorse aziendali, valorizzando anche sottoprodotti come la lana. Un esempio concreto arriva da Creta, dove il Mediterranean Agrofood Competence Center ha sviluppato Fertiwool, un fertilizzante biodegradabile ricavato dalla lana di scarto. L’iniziativa ha ridotto lo spreco di un materiale spesso bruciato o smaltito in discarica, pur incontrando ostacoli legati ai costi di trasporto e alla concorrenza di prodotti alternativi.
Per la filiera, il factsheet propone di ripartire i costi della transizione tra i diversi attori e di valorizzare le credenziali ambientali dei prodotti. In Svezia, l’etichetta Naturbeteskött certifica la carne bovina proveniente da pascoli semi-naturali: il coinvolgimento della catena di supermercati Coop ha permesso di aumentare la domanda, con l’obiettivo di raggiungere il 5% delle vendite totali di carne dell’insegna. In Romania, dove gli allevamenti di montagna affrontano spopolamento e scarso accesso ai mercati, le soluzioni includono la differenziazione dei prodotti caseari di nicchia e la cooperazione tra piccoli produttori, come nel caso della cooperativa BioCarpathia, che riunisce 32 aziende in Transilvania.
Sul tema dei dati, il documento cita strumenti come Arla Farmahead, un sistema a punti che premia le pratiche sostenibili nella produzione di latte, e il Biodiversity Monitor olandese, sviluppato da FrieslandCampina, WWF Paesi Bassi e Rabobank, che misura sette indicatori tra cui emissioni e biodiversità aziendale.
Tra gli esempi legati alla PAC, il Belgio (Fiandra) ha introdotto un accordo settoriale abbinato a un eco-schema per ridurre le emissioni di metano enterico del 33% delle emissioni agricole regionali, con l’obiettivo di un taglio di 0,44 milioni di tonnellate di CO2 equivalente entro il 2030. Il documento cita inoltre i sistemi silvo-pastorali, come la Companhia das Lezírias vicino Lisbona e la Tenuta di Paganico in Toscana, che integrano allevamento estensivo e gestione forestale.
Il factsheet completo (6 pagine) è disponibile qui: Actions to promote sustainable and competitive livestock systems in the EU


